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Renzi alla prova del fuoco
Data: 22/06/2015 | Categoria: Press | Pubblicato da: Gianbattista Rosa
    




Quando la popolarità di un nuovo Premier cala, come sempre succede finita la “luna di miele” iniziale con l’elettorato, e iniziano le difficoltà legate alla dura arte del governare, contrapposta al facile bricolage del promettere, si capisce di che fatta questo leader è fatto.

Quando i controllori di volo provarono a mettere con le spalle al muro Ronald Reagan, in forza del sostegno a lui fornito in campagna elettorale, si sa come Reagan reagì. Quando i minatori lasciarono per mesi la Gran Bretagna al freddo, nell’ “inverno dello scontento”, sappiamo come la Thatcher si comportò.

Quando gli insegnanti hanno provato a mettere Renzi con le spalle al muro, lui ci si è fatto mettere. O non  crede alla sua riforma, o non crede nella sua leadership. Tutti noi speriamo che Renzi possa smentire chi (noi tra questi) dubita che la sua ansia riformatrice sia solida, documentata, concreta e (almeno decentemente) liberale.

Ha già sprecato la grande occasione che la sua presunta invincibilità gli forniva, pasticciando su Provincie, Senato, Scuola, tasse e molto altro.

Ora è la sua debolezza che dovrebbe spingerlo a osare: estenda il jobs act ai dipendenti pubblici, dia a Cottarelli poteri esecutivi per applicare i suoi tagli alla spesa, dimostri davvero ai sindacati che la scuola non appartiene a loro ma a chi la paga e la frequenta. Riduca le tasse a chi lavora, e le pensioni a chi non ha lavorato. Usi il suo potere, finché ce l’ha, e venga poi a renderne conto agli italiani.

In questo caso, i liberali saranno con lui.

Altrimenti, il presunto leader riformatore avrà dimostrato di non essere né un riformatore, né un leader.




    
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